mercoledì 10 aprile 2013

Champions League, le semifinaliste

La Champions ha le sue quattro. In attesa dei sorteggi di venerdì, nei quali avremo due tedesche e due spagnole (link: il modello tedesco e quello spagnolo). Subito dopo il sorteggio dei quarti di finale tre squadre su quattro sembravano quasi sicure del passaggio del turno, con la quarta da decidersi tra Juventus e Bayern. Paradossalmente, questa è stata l'unica sfida in cui non c'è stata mai discussione di sorta su chi dovesse accedere alle semifinali: il Bayern ha dominato in lungo e in largo in entrambi i match mostrando una netta superiorità. La Juventus ha collezionato si e no 3 tiri in porta in 180 minuti, mentre i tedeschi fanno letteralmente paura ogni qualvolta varcano la metà campo avversaria ed hanno probabilmente raccolto meno di quello che

hanno costruito. La squadra di Conte ha fatto ciò che poteva, ha avuto un buon inizio nella partita di ritorno ma la superiorità dei bavaresi è stata schiacciante da tutti i punti di vista: fisico, tecnico e mentale (link: cosa manca ai bianconeri per essere competitivi in Europa?). I bianconeri escono comunque a testa alta, arrivati imbattuti nella competizione fino all'Allianz Arena hanno sconfitto i campioni d'Europa in carica con un netto 3-0 ed hanno dominato una squadra, il Celtic, non irresistibile ma capace di battere il Barcellona e di quasi pareggiare al Camp Nou.


Dopo la partita di andata sembrava chiuso il discorso per il Real Madrid, che arrivava ad Istanbul con un rassicurante 3-0. Dopo il gol di Ronaldo nel primo tempo nel match di ritorno, ai turchi sarebbero serviti ben 5 gol per passare il turno. La squadra di Terim però non si scoraggia e, dopo aver pareggiato con Ebouè, sigla due gol in 3 minuti con Sneijder ed un fantastico Drogba. Manca mezz'ora al termine e a questo punto la Turk Telekom Arena diventa un vero inferno. I giallorossi si lanciano all'attacco spaventando i Galacticos e siglano anche il quarto gol ancora con Drogba,

annullato però per giusto fuorigioco. Il Galatasaray ci prova fino all'ultimo ma alla fine molla il colpo e subisce il secondo gol del Real, ancora da Ronaldo. Il risultato finale di 3-2 comunque non dice la verità sull'andamento del match, con i turchi che se fossero andati sul 4-1 avrebbero davvero messo in difficoltà un Real già vistosamente impaurito. L'esultanza di Mourinho dopo il secondo gol la dice lunga sulle difficoltà incontrate dai madrileni dopo il terzo gol del Galatasaray. Alla fine passa la squadra migliore, una squadra che in panchina ha dei giocatori che sarebbero titolari in qualsiasi squadra europea. L'impressione è che Mourinho, con una rosa del genere, possa fallire il primo anno, possa fallire il secondo ma al terzo...


Un'altra sfida senza storia sembrava quella tra Barcellona e PSG: i blaugrana non hanno bisogno di presentazioni mentre i francesi devono ancora dimostrare di essere una squadra e non solo un insieme di figurine. Eppure il tanto esaltato Barcellona passa il turno senza vincere. Dopo il pareggio di Parigi, dove la squadra di Ancelotti ha segnato all'ultimo minuto ma ha anche rischiato di vincere, al PSG serve una vittoria al Camp Nou per passare il turno, oppure un pareggio sopra il 2-2. Il Barcellona in casa non è devastante come contro il Milan, soffre moltissimo e rischia di andare sotto nel primo tempo senza riuscire ad essere troppo pericoloso. Nel secondo tempo l'undici di Ancelotti trova il meritato vantaggio con Pastore. A questo

punto ci si aspetterebbe una reazione del Barca, che invece è totalmente nel pallone e concede altre palle gol ai francesi i quali però non riescono a trovare il colpo del ko. A 20 minuti dalla fine il PSG paga le occasioni mancate, probabilmente pagando il gap di esperienza con gli spagnoli, e subisce il gol del pareggio di Pedro, decisivo per il passaggio del turno dei blaugrana. Alla fine il tanto decantato Barcellona passa il turno senza vincere ed arriva alle semifinali con una sola vittoria, due pareggi e una sconfitta. L'impressione, anzi la certezza è che il ciclo sia quasi al termine e che il Barcellona abbia bisogno di trovare nuovi stimoli, nuove facce ma sopratutto una nuova filosofia di gioco, magari con un vero allenatore in panchina e non con il burattino di Guardiola, con tutto il rispetto per Villanova. Il PSG esce a testa più che alta con la certezza di essere diventata una grande squadra a livello europeo, con tanti giovani che garantiscono a questo gruppo un grande avvenire.


Altra sfida che sembrava scontata subito dopo i sorteggi era quella tra Malaga e Borussia Dortmund. La squadra di Pellegrini, alla sua prima partecipazione europea nella storia, non sembrava in grado sotto tutti i punti di vista, tecnico e mentale in particolare, di poter impensierire i ragazzini terribili di Klopp. Invece il Malaga stupisce ancora e dopo aver eliminato, contro ogni pronostico, il Porto agli ottavi riesce a fermare sul pareggio i tedeschi in casa, nonostante le decine di palle gol fallite dal Borussia. Ma il vero capolavoro di Pellegrini è al ritorno: il Malaga è una
squadra tra le più organizzate in Europa e sopperisce al notevole gap tecnico con una solidità impressionante che lo porta addirittura in vantaggio al Westfalenstadion con Joaquin. Il Borussia pareggia con Lewandowski ma ai gialloneri serve un altro gol per accedere alle migliori quattro. La squadra di Klopp ci prova ma i tifosi sono gelati dalla rete di Eliseu a 10 minuti dalla fine. Il Malaga, salvo per miracolo in Liga solo 3 anni fa, è con un piede e mezzo in semifinale, ma la rete dell'ex laziale è in fuorigioco clamoroso. Al 90' il risultato è ancora di 1-2 e sembra fatta per gli spagnoli, ma al 91' arriva il pareggio di Reus. Il Borussia a questo punto cerca disperatamente il gol qualificazione, il Malaga avverte la pressione e forse per la prima volta durante tutto il torneo si disunisce, andando a cercare la palla in modo frenetico per spazzarla via. La conseguenza è che il Dortmund penetra in area con Reus, i difensori biancoazzurri si fiondano sul talento tedesco per prendere quella maledetta palla, compreso il portiere Caballero fenomenale fino a quel momento, non riuscendoci; la sfera arriva in area a Felipe Santana che da mezzo centimetro la spinge in rete (anche lui in fuorigioco). E' delirio a Dortmund: lo stadio esplode, i giocatori tedeschi non ci credono e si fiondano in campo, mentre non ci credono neanche quelli del Malaga che dopo l'ultimo minuto di recupero scoppiano in lacrime. La qualificazione era lì, ad un passo, poteva essere un impresa storica. Alla fine anche qui passa la squadra più forte, in maniera però molto ridimensionata. Si parlava ovunque di Borussia come favorita per la vittoria finale alla pari di Real e Barcellona, ma dove? Quella di Klopp è senza dubbio un ottima squadra, gioca un gran calcio ma andiamoci piano. L'età media è bassissima, sono tutti dei ragazzini chi alla prima chi alla

seconda esperienza in Champions, solo chi capisce poco di calcio può equiparare Reus, Lewandowski, Santana, Bender, Gundogan a giocatori come Ronaldo, Benzema, Ozil e Di Maria piuttosto che Xavi, Iniesta, Messi e via dicendo. In molti, forse anzi decisamente troppi, si sono fatti offuscare dalla bella storia del Borussia, retrocesso in seconda divisione e tornato alla vittoria del titolo con giocatori del vivaio e gioco spumeggiante. Ma ora torniamo alla realtà: la Champions è un altra cosa, non c'è paragone tra i giocatori del Dortmund e quelli di Bayern, Real e Barca sia come talento ma sopratutto come esperienza. E comunque un bel bagno di umiltà ai ragazzini di Klopp non fa male: ragazzini che troppo presto hanno pensato di essere i più forti del mondo, quasi invincibili, scordandosi intanto di aver perso il titolo con 20 punti di distacco. Chissà se questa presunzione paventata più volte dai gialloneri sarà mitigata dalla quasi eliminazione per opera della squadra più debole delle otto finaliste. Ad ogni modo, il Borussia è in semifinale e vedremo cosa accadrà.


Lo scenario di questa Champions è dunque quello che vede due squadre nettamente più forti delle altre, Real e Bayern, che probabilmente si giocheranno il titolo. Le altre due pretendenti sono un gradino, forse due sotto: il Barcellona è in continua discesa dopo l'era Guardiola e l'impressione è che abbia possibilità di passare il turno solo se dovesse incontrare il Dortmund, che è nettamente la squadra meno dotata delle quattro. Comunque, se qualcuno storceva il naso a vedere Galatasaray e Malaga tra le otto migliori d'Europa, ora abbiamo delle semifinali di altissimo livello, in cui figurano sicuramente almeno le tre squadre al momento più forti del globo; la speranza è di non vedere le due migliori incontrarsi in semifinale, che in questo caso avrebbe il sapore di finale anticipata.


- Pinolo


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